sabato 11 aprile 2009

Il Presidente Napolitano ai funerali solenni delle vittime del terremoto in Abruzzo


Ieri la visita: "Sono qui per dovere, per sentimento e per ringraziare. Ammirazione per la grande dignità delle popolazioni. È necessario un esame di coscienza di tutti"
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rappresentato oggi la vicinanza del paese al dolore delle famiglie delle 289 vittime del terremoto che ha sconvolto l'Abruzzo, partecipando oggi ai funerali solenni, concelebrati dal Segretario di Stato Vaticano, monsignor Tarcisio Bertone, e dall'Arcivescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, nel piazzale della Scuola della Guardia di Finanza, a Coppito, con una straordinaria partecipazione di autorità nazionali e locali, di cittadini e di operatori dei soccorsi.Il Capo dello Stato già ieri era stato in Abruzzo, per rendere omaggio alle salme delle vittime del terremoto ed esprimere la propria solidarietà alle loro famiglie. La visita era iniziata con un esame della situazione nel quartier generale della Protezione civile allestito nella Scuola della Guardia di Finanza. Incontrando un gruppo di Vigili del Fuoco aveva detto: "Sono qui per dovere, per sentimento e anche per ringraziarvi per tutto quello che state facendo. E' straordinario questo sforzo di efficienza e di generosità nell'ambito delle organizzazioni dello Stato e della mobilitazione dei cittadini". Il Capo dello Stato, dopo aver verificato la situazione in alcuni luoghi simbolo – la casa dello studente a L’Aquila, l’abitato di Onna, la tendopoli di San Demetrio – della tragedia, aveva salutato gli operatori delle organizzazioni che partecipano ai soccorsi e incontrato i sindaci dei Comuni terremotati.Al termine della visita di giovedì, in un incontro con la stampa il Presidente Napolitano aveva espresso la propria ammirazione per la grande dignità delle popolazioni colpite, sottolineando che “deve avere piena continuità l’impegno dello Stato e della collettività nazionale per l’Abruzzo”. Rispondendo alla domanda di un giornalista, il Capo dello Stato aveva richiamato l’esigenza di “un esame di coscienza: non per battersi il petto, ma per vedere che cosa è indispensabile e urgente fare perché mai più ciò accada”.

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